14 Luglio 2017

Al via la campagna trentina del mirtillo presso la Cooperativa Sant'Orsola

Mentre la campagna trentina del mirtillo si trova alle sue battute iniziali, FreshPlaza ha intervistato Matteo Bortolini, direttore della Società Cooperativa Agricola Sant'Orsola, per un bilancio sulla campagna primaverile. Grazie alle nuove coltivazioni in Sicilia, infatti, la Cooperativa ha ampliato il proprio calendario di offerta, con l'ambizioso traguardo di diventare fornitore di frutti di bosco 12 mesi l'anno, con prodotto italiano dei propri associati. [...]

Bortolini ci riferisce che per i produttori siciliani si è trattato di un'esperienza nuova. "Il clima è stato l'unico fattore che ha ostacolato i consumi - dice il direttore - ma per stilare un bilancio definitivo aspettiamo fine anno. Quello che posso dire per ora è che i produttori siciliani hanno già confermato gli ordinativi per le piante da coltivare l'anno prossimo".

Per quanto riguarda le produzioni trentine, la Cooperativa deve ancora valutare in dettaglio quanto le gelate primaverili abbiano inciso sulle produzioni. Bortolini: "Ci aspettiamo in media un quantitativo inferiore del 10% a livello generale, ma ci sono alcuni soci che hanno perduto tutto. La diversificazione in termini di altitudine delle coltivazioni ha stemperato il rischio generale. La qualità del prodotto risulta comunque ottima e, stagione permettendo, proseguiremo con il mirtillo Trentino fino a metà ottobre". 

Al momento l'offerta è sufficiente a soddisfare la domanda, che rimane positiva, con un trend in crescita anche in Italia oltre che in altri paesi. I soci della cooperativa stanno continuando a investire convintamente nel mirtillo e stanno sperimentando anche nuove varietà. Ci sono coltivazioni che contano diversi anni di età, sicché il parco varietale nel corso dei decenni si è andato ampliando. Oltre al Trentino, come detto, la Cooperativa sta diversificando con produzioni in Sicilia e Calabria: ciò consentirà di consolidare la posizione di leadership sul mercato interno, che non appare ancora saturo.

fonte: www.freshplaza.it

04 Luglio 2017

Uva da tavola: dove, come e quando le aziende italiane producono le varietà precoci

Dalla metà di maggio inizia la raccolta e la commercializzazione dell'uva prodotta in Italia. Sulle tavole dei consumatori italiani troviamo maggiormente le varietà con semi Victoria bianca e la Black Magic nera. Dalla metà di luglio, quasi tutte le altre varietà presentate in questa nota. [...]

I fortunati viticoltori che producono l'uva durante il periodo maggio-giugno ottengono interessanti ricavi per la ridotta offerta di prodotto e concorrenza sui mercati europei. Vi sono ancora delle rimanenze di uve provenienti dall'India, Cile e Sudafrica, ma la freschezza e qualità dell'uva italiana è preferita anche rispetto alle nuove ottenute produzioni egiziane ed israeliane.

La maggiore precocità di maturazione si ha in prossimità delle coste della Sicilia orientale nelle zone più calde di Acate, Gela, Licata e Mazzarrone che pur lontana dal mare, alcuni esperti viticoltori riescono a far maturare e commercializzare le varietà Black Magic e Victoria dalla metà di maggio.

Le uve precoci vengono per la maggio parte commercializzate sui mercati del Nord Italia di Milano, Bologna, Padova, Venezia, Torino, Firenze e altre città.

La Puglia, pur avendo vigneti a tendone coperti con plastica in prossimità delle coste adriatiche, non riesce a far maturare le uve prima della fine di giugno, con un ritardo di circa 45 giorni rispetto alle zone più calde del Sud della Sicilia. Fanno eccezione i vigneti della zona di Nardò, in provincia di Lecce, dove il ritardo si riduce a 20 giorni. La Puglia, con circa 9 milioni di quintali di uva qualità e la Sicilia con 3 milioni di quintali sono le regioni più produttive ed hanno la necessità di dilazionare l'offerta per ottenere una maggiore competitività. Sono in atto iniziative per aumentare le produzioni di uve precoci, in un periodo in cui l'offerta è ridotta e i prezzi pagati ai viticoltori sono più elevati. Per le varietà coltivate i produttori preferiscono continuare a produrre uve delle varietà Victoria e Black Magic con semi perché soddisfatti per le produzioni e ricavi. Sono poco propensi ad avventurarsi nella coltivazione di uve senza semi. 

Tra i produttori di uve precoci, da diversi anni stiamo seguendo alcune aziende rappresentative per le zone e modalità di coltivazione. Di seguito sono riportati i periodi di raccolta e di commercializzazione delle uve italiane durante il periodo metà maggio fine agosto.

Anche quest'anno la raccolta delle varietà Victoria e Black Magic è iniziata il 18 maggio. L'uva di qualità straordinaria, gradevole, con grappoli e acini ben sviluppati, uniformi, di ottima colorazione e contenuto di zuccheri. E' ottenuta in serre in metallo senza riscaldamento artificiale ma solo con coperture con teli in polietilene che provocano innalzamenti delle temperature all'interno delle serre e l'anticipo delle epoche fenologiche del germoglia mento, fioritura e maturazione. L'uva è commercializzata sui mercati dell'Italia del Nord.

Come sempre, la raccolta inizia soltanto quando l'uva è ben matura, ha colorazione intensa e uniforme e adeguato contenuto di zuccheri. L'azienda è localizzata in una nuova zona di coltivazione dell'uva da tavola, situata in prossimità delle coste del Mar Jonio nel territorio del Comune di Nardò, in provincia di Lecce. La zona è caratterizzata da clima mite e assenza di venti freddi, particolarmente favorevole alla produzione di uva da tavola a maturazione precoce. In passato l' azienda utilizzava le serre per coltivare fiori, non ritenendo più conveniente questa produzione, la sostituita con vigneti di uva da tavola.

Hanno contribuito a migliorare le caratteristiche del grappolo anche le applicazioni di EVEO Intensive della Società Thermoflora. Questo prodotto è particolarmente indicato per la coltivazione dell'uva da tavola in serra e nei tendoni coperti con plastica. Gli effetti si manifestano particolarmente nel periodo di maggior caldo. Il prodotto attenua il disagio della la pianta quando opera in condizioni di stress climatico. La vite con temperature superiori a 45 °C rallenta l'attività vegeto-produttiva ritardando lo sviluppo del grappolo e bacche, l'accumulo degli zuccheri e la maturazione dell'uva.

In presenza di elevata qualità, si è scelto di utilizzano queste particolari modalità di confezionamento per esporre meglio i grappoli all'ammirazione del consumatore. A differenza di altre modalità di confezionamento non si utilizzano addobbi. I grappoli pesavano mediamente 1,2 kg, con bacche di 12,2 g e dimensioni di 34,5 e 23,4 mm rispettivamente per i diametri polare ed equatoriale.

Tra le varietà a maturazione precoce si stanno diffondendo, per il momento soltanto per i vigneti a tendone coperti con plastica, anche alcune varietà senza semi. Tra queste la Summer Royal, Vitroblack 1® Ophelia, Mistery, Sugrathirteen (Midnight), Sugraone. 

Per il sostegno del vigneto si utilizza la forma di allevamento a Y . Si distingue dal tendone perché non copre con la vegetazione la zona alta del vigneto ma presenta un'ampia zona scoperta attraversata dai raggi solari utili per migliorare la fertilità delle gemme delle cultivar senza semi. Caratteristico e gradevole l'aroma di questa varietà.

Tra le varietà senza semi la Summer Royal è la più precoce. Richiede attenzione nell'applicazione delle tecniche dell'irrigazione e concimazione finalizzate a far ingrossare la bacca. Occorre adottare ridotti volumi di irrigazioni per evitare lo spacco della bacca. Di adatta bene alle condizioni climatiche delle serre e matura una settimana dopo la Victoria. Nei vigneti a tendone, il 26 giugno aveva 14,2° Brix di zuccheri, bacche di 6,2 g di 22 e 21 mm di diametro. 

Conclusioni :

La nota fornisce indicazioni utili per il produttore per la scelta varietale e per le modalità di coltivazione. I ricavi in viticoltura per la produzione di uva da tavola dipendono dall'entità degli investimenti, dalle capacità tecniche del produttore, dalla varietà e dalla zona di coltivazione. Le informazioni sono utili anche per gli addetti alla distribuzione in quanto non basta genericamente indicare l'uva, ma occorre fornire al consumatore alcune sue caratteristiche come la varietà, la provenienza, la presenza di apirenia, il contenuto di zuccheri e possibilmente anche alcune proprietà nutraceutiche. 

Fonte: freshplaza.it

04 Luglio 2017

Meloni e angurie, prezzi ancora remunerativi

Dal punto di vista produttivo, è di ieri 3 luglio 2017 la comunicazione di una deroga concessa dal Servizio fitosanitario dell'Emilia Romagna. La deroga, valida per l'intero territorio della Regione Emilia-Romagna, è per la realizzazione di un intervento con Pirimicarb per la difesa del melone e dell'anguria da attacchi di afidi in pieno campo e in coltura protetta. [...]

"Tale autorizzazione - si legge nell'autorizzazione alla deroga - è da porsi in relazione alle seguenti considerazioni: nel corso dei sopralluoghi effettuati dai tecnici di produzione integrata è stata rilevata una diffusa presenza di afidi sulle colture di melone e anguria. Ciò è dovuta particolari condizioni climatiche dell'ultimo periodo caratterizzate da temperature molto elevate e dall'assenza di precipitazioni. Nell'esecuzione dei trattamenti per la difesa dagli afidi si deve porre particolare attenzione alla presenza delle api, rispettando rigorosamente i divieti di intervento nei periodi di fioritura. Si ricorda inoltre l'obbligo di sfalciare le fioriture spontanee prossime ai campi trattati, prima dell'esecuzione del trattamento". 

Fonte: freshplaza.it

28 Marzo 2017

Mangiare più frutta e verdura riduce il rischio di broncopneumopatia cronica ostruttiva

Per i fumatori e gli ex fumatori, un elevato consumo di frutta e verdura può ridurre il rischio di sviluppare broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO). Così si evince da uno studio svedese pubblicato su Torax. Ci sarebbero poi alimenti maggiormente legati alla riduzione del rischio di BPCO, in particolare è stata osservata un'associazione positiva con mele, pere, verdure a foglia verde e peperoni, ma non con frutti di bosco, agrumi, pomodori o cipolle. [...]

Il maggiore esportatore di asparagi

Utilizzando il registro sanitario nazionale Joanna Kaluza del Karolinska Institute di Stoccolma e colleghi hanno analizzato i dati relativi a 44.335 uomini svedesi di mezza età e anziani che alla prima valutazione non avevano mai ricevuto una diagnosi di BPCO. All'inizio dello studio, i partecipanti hanno completato un questionario alimentare molto dettagliato che indagava la frequenza dei consumi di diversi tipi di alimenti, tra cui frutta e verdura, e la loro storia di tabagismo.

I ricercatori hanno seguito gli stessi uomini dal 1998 al 2012 e tramite il registro hanno potuto determinare se vi erano state diagnosi di BPCO durante il periodo di studio. Si è così evidenziato che quasi due terzi degli uomini erano fumatori attuali o ex fumatori e 1.918 di questi hanno ricevuto diagnosi di BPCO entro il 2012. Si procedeva nell'analisi dei dati dividendo i partecipanti in cinque gruppi in base al numero di porzioni di frutta e verdura che mangiavano tutti i giorni. Così facendo coloro che si trovavano nel quintile superiore ne consumavano più di cinque porzioni al giorno, mentre chi si trovava nel quintile inferiore ne mangiava meno di due porzioni al giorno. Escludendo la storia del tabagismo i ricercatori hanno così evidenziato un rischio significativamente inferiore di BPCO legato ad un elevato consumo di frutta e verdura tra i fumatori e gli ex fumatori, ma non tra i non fumatori.

Più precisamente gli ex-fumatori con elevato consumo di vegetali mostravano il 34% in meno di probabilità di sviluppare una BPCO rispetto agli ex-fumatori con basso consumo di frutta e verdura, e ogni porzione in più era legata a un ulteriore calo del 4% nel rischio di BPCO. Per quanto riguarda i fumatori attuali coloro che in media consumavano cinque o più porzioni di frutta e verdura al giorno, mostravano il 40% in meno di probabilità di sviluppare una BPCO rispetto ai fumatori che ne mangiavano due porzioni o meno al giorno.

E ogni porzione supplementare di frutta e verdura è stata legata ad una riduzione del rischio dell'8%. In conclusione Kaluza esorta con enfasi i fumatori e gli ex fumatori ad aumentare il consumo di frutta e verdura, dati i risultati ottenuti. I ricercatori ritengono che l'effetto benefico di riduzione del rischio di BPCO osservato sia probabilmente dovuto agli antiossidanti di cui frutta e verdura sono ricche. E analizzando i prodotti legati alla riduzione del rischio di BPCO, hanno trovato un'associazione con mele, pere, verdure a foglia verde e peperoni, ma non con frutti di bosco, agrumi, pomodori o cipolle.

28 Marzo 2017

In Finlandia una linea in grado di selezionare 36mila cetrioli l'ora

La cooperativa finlandese Närpes Grönsaker smista, confeziona, commercia e vende pomodori e cetrioli per i suoi associati. Con la smistatrice a due corsie QSort l'azienda può smistare, sigillare e confezionare i cetrioli. La velocità raggiunta dal macchinario è di 36mila cetrioli all'ora. [...]

In Finlandia la superficie coltivata totale di Närpes Grönsaker è di quasi 35 ettari, divisa in diverse zone su cui lavorano oltre 70 diversi coltivatori. La cooperativa dispone di un centro di confezionamento centrale, dove diverse smistatrici processano i prodotti. Un nuovo video di Greefa mostra come funziona la linea per i cetrioli operativa ormai hanno da un anno e mezzo. Otto Klop di Greefa dichiara: "La smistatrice a due corsie smista, sigilla e confeziona i cetrioli in maniera automatica e assicura un ottimo utilizzo dello spazio nella confezione, il tutto ad una velocità di circa 36mila cetrioli l'ora".

Otto Klop ha supervisionato l'intero progetto e si dichiara soddisfatto dei risultati. "Närpes Grönsaker aveva bisogno di un'attrezzatura che potesse aumentare notevolmente la sua capacità di smistamento. La macchina offre anche possibilità di sigillatura in linea. Inoltre, l'azienda voleva che le casse di prodotto non smistato e quelle di prodotto smistato fossero riempite in modo completamente automatico. Il processo, dalla prima idea fino alla messa in funzione della macchina, ha impiegato due anni per essere completato. Tuttavia, alla fine dei conti ora l'azienda ha una linea che soddisfa tutte le sue necessità".

Il processo di smistamento comincia con il sistema di fornitura. Le casse di prodotto non smistato vengono riempite automaticamente. "Prima vengono registrate e poi immesse nella smistatrice - ha spiegato Otto - Dopo di che saranno smistate in base a peso, lunghezza e curvatura. I cetrioli di seconda categoria sono rimossi manualmente. Successivamente tutti i cetrioli vengono sigillati e inviati ad un'uscita specifica. Tuttavia, l'abilità maggiore del macchinario è rappresentata da otto riempitori automatici".

Questi riempitori sono in grado di realizzare un ottimo confezionamento nel packaging. "Individuano il peso migliore per la confezione. Effettuano la giusta combinazione con diversi cetrioli. Le scatole sono poi inviate per essere pallettizzate". La possibilità di questo tipo di lavoro personalizzato è stata la ragione principale che ha fatto scegliere Greefa all'azienda finlandese. Otto ha spiegato: "Questi risultati di confezionamento ottimizzato rappresentano un risparmio notevole per l'azienda".

Tutte le confezioni sono registrate in modo da avere chiaro quale coltivatore ha fornito determinati prodotti. Al momento l'azienda sta ponderando la possibilità di etichettare ogni singolo cetriolo.

"In caso di problemi, Greefa può individuare il problema a distanza e trovare una soluzione. Il cliente può anche scegliere di installare delle telecamere. Se necessario possiamo gestire l'intero processo tramite il sistema integrato per potere risolvere il problema".

28 Marzo 2017

Non basta l'intuito per essere un buon imprenditore agricolo: l'offerta formativa della Bocconi rivolta all'agribusiness

Le sfide del fare impresa nel settore agricolo sono sempre più ardue. Soprattutto in un contesto storico nel quale i finanziamenti pubblici al settore si riducono e saranno sempre meno determinanti nel futuro della PAC-Politica agricola comunitaria. [...]

È così che la scuola di management della prestigiosa Università Bocconi di Milano ha deciso di porre le proprie esperienze e competenze su altri settori al servizio di un nuovo percorso rivolto all'agribusiness. Un anno accademico di formazione, destinato agli imprenditori del settore agricolo e a tutti gli operatori delle aziende della filiera, anche senza l'obbligatorietà di essere laureati.

"Tutto nasce tre anni fa - ci spiega Vitaliano Fiorillo, Professor di Produzione e Tecnologia e Direttore del Corso - quando fummo contattati dal Presidente della Fondazione Boroli, Avv. Giuseppe Alemani, perché avviassimo un progetto filantropico. Dopo aver vagliato alcune idee, il Pro-rettore all'Attuazione del Piano Strategico, Prof. Alberto Grando, suggerì di interpretare filantropico nel senso di utile per un settore strategico per il Paese e che necessitava di formazione. Da qui nacque un discorso mirato all'agricoltura, di cui anche la Fondazione proponente fu entusiasta".

Secondo quanto riferisce il dottor Fiorillo, dalle interviste preliminari effettuate presso imprese agricole di diversi settori produttivi, è scaturito che queste lavorano moltissimo, tanto sui mercati nazionali quanto su quelli esteri; manca però una gestione manageriale al passo con i tempi. "Spesso le cose sono venute un po' da sole, sulla scorta delle capacità e del successo dei fondatori di queste imprese; ma erano altri tempi - spiega il docente - Come per tutti i settori sovvenzionati, inoltre, per decenni c'è stata una domanda drogata, dove il problema della commercializzazione del prodotto era risolta a monte. Oggi che i soldi della PAC sono e saranno sempre meno, interi settori produttivi sono entrati in crisi, come nel caso della produzione di latte o di cereali".

Il Corso della SDA Bocconi parte dalla premessa che esiste un modo di fare impresa non sovvenzionata, ma comunque in grado di creare reddito. In un contesto di difficoltà, nel quale molte aziende scompariranno, l'approccio strutturato del Master Bocconi consente alle imprese di impostare una strategia valida, di comprendere meglio gli aspetti legati al marketing, di organizzare un business plan, e di interloquire alla pari con i partner commerciali.

Il Corso, partito a novembre del 2016, ha trovato subito l'appoggio di diversi sponsor, di aziende, enti ed istituzioni della filiera: ciò ha consentito di ridurre in tutto o in parte la retta per i partecipanti (clicca qui per la brochure informativa del corso).

La classe del Corso è composta da 15 persone, per la maggior parte imprenditori provenienti da diversi settori agricoli, tra cui quello lattiero-caseario, zootecnico, del riso e dell'ortofrutta. Si tratta di esponenti di imprese agricole mediamente grandi, con problematiche ed esigenze comuni. In aula inoltre sono presenti anche partecipanti provenienti da altre aziende della filiera, come trasformatori, consulenti e trader.

"Nessuno dei partecipanti ritiene che Bocconi possa risolvere tutti i problemi - sottolinea Vitaliano Fiorillo - ma sono lì per mettere ordine in quello che fanno e apprendere le tecniche manageriali avanzate. Non possiamo pensare, ad esempio, che se cambia una normativa un'impresa si ritrovi in ginocchio solo per questo; anche le normative devono diventare delle variabili di un business in grado di stare in piedi da solo, a prescindere dai mutamenti contingenti. Oggi dobbiamo mettere le imprese della filiera nella condizione di parlare tutte lo stesso linguaggio manageriale, creando una cultura in questo senso".

Articolazione del corso

Dopo un incontro preliminare nel mese di novembre 2016, il primo modulo formativo si è svolto a gennaio 2017. E' richiesta la presenza obbligatoria, anche se è previsto che si possa saltare fino a un 20% delle lezioni. L'ideale, secondo i docenti, sarebbe comunque quello di non perdere troppi moduli, data la loro concatenazione. L'impegno è di 3 giorni al mese; possono sembrare pochi, tuttavia in determinati periodi dell'anno anche tre giorni possono risultare proibitivi per chi lavora in un'impresa agricola.

Questa è la ragione per cui i docenti stanno pensando a metodi didattici innovativi per portare online tutto quello che sia possibile rendere fruibile dal web: "Altri moduli, come quelli relativi alla finanza, al controllo di gestione e al business plan, sono necessariamente da svolgersi in Bocconi o, come stiamo prevedendo dal prossimo anno, direttamente presso una delle aziende protagoniste dei casi reali che portiamo in aula".

I mesi finali del corso saranno dedicati a progetti sul campo: ogni partecipante dovrà ideare un progetto di sviluppo relativo alla propria azienda in rete con altre, oppure alla filiera o altro da presentare all'aula, in modo che ne vengano selezionati tre o quattro su cui lavorare in gruppi. Il criterio di selezione dei progetti sarà quello della ricaduta per il più ampio numero di soggetti. Lo scopo è quello di imparare a lavorare insieme agli altri, aprendosi anche a contaminazioni positive tra settori diversi. I tutor Bocconi faranno da guida metodologica ai progetti e se tra questi ce ne saranno alcuni interessanti anche per gli sponsor, loro stessi potranno mettersi in sinergia con i partecipanti al corso.

"L'obiettivo è quello di realizzare uno studio di fattibilità e un business plan sui progetti proposti - spiega Fiorillo - in questo modo, il corso diventa anche un generatore di idee sviluppate per giunta da quella parte della filiera dove di solito le idee vengono recepite, non generate. Siamo molto curiosi di sapere cosa verrà fuori e speranzosi che molti di questi progetti diventino realtà. Siamo convinti che questo approccio metodologico possa ridare ossigeno a molte imprese del settore".

Nell'ambito del corso vengono organizzati eventi su temi di frontiera, gratuiti e aperti a tutti, quali gli strumenti finanziari a disposizione delle imprese (5 aprile 2017, giornata dal titolo "Finance for Agribusiness - Investire oggi in una linea strategica di sviluppo del Paese" - clicca qui per la registrazione online), il tema della riqualificazione ambientale, l'agritech.